Luca De Gennaro Dir. di MTV Italia - per Nokiacontest
Brano Do It Over.
Ottimi. Cantano in inglese con buona pronuncia, gli arrangiamenti sono rotondi e maturi, riescono ad essere semplici senza essere banali.
Una tra le migliori proposte ascoltate di recente.
 
MUSICAOLTRANZA.net - Autore: Matteo Trifirò
Gli emiliani Amèlie suonano una specie di britpop made in italy, anche se cantato in inglese, che ha dell'interessante.
Questo "Be Low" è il secondo demo che i nostri producono nel giro di un anno, e, per l'occasione, hanno avuto la possibilità di collaborare con Paolo Benvegnù per la realizzazione di queste quattro tracce molto valide ed interessanti.
Dicevo che siamo li li col Brit Pop inglese, dalle sfumature indie, caratterizzao da un suono fluido e compatto, capace di emozionare come nell'ultima traccia.
Dopo due lavori del genere .. ci si aspetta davvero un esordio coi fiocchi!!!
 
OPENINDIE.net - Autore: Tommaso Vecchio
Cinque idee fissate al famigerato Esagono Recording per una ventina di minuti che tratteggiano un chiaro/scuro d'annata.
Il secondo Ep, prodotto dal batterista di Benvegnù (Andrea Franchi), un suono insipirato, aulico e lunare come esige la matrice emo rock americana, tanto da riportarmi alla memoria certi episodi dei Sunny day real estate, o delle loro incarnazioni più recenti, leggi The Firetheft.
"Slow" sembra addirittura insegnare ai Keane come si suona il desperado pop.!
Quella sabbia bianca della copertina dei Longview, quel profondissimo senso di vuoto di una spiaggia inglese, e giù sino a
"Get high", un brano che dalla prime note genera un mulinello di emozioni da cui sarà difficile uscirne illesi. Frastuono piacevolmente avvolgente
"Soon will shine will come" è un sospiro lontano portato dal vento, un balsamo!
Più lo ingurgiti...più ti assorbe. Un'onda d'armonia. Mi congratulo e conservo.
 
LIFT music - Autore: Fabrizio Zampighi
C'è una cosa che salta agli occhi se ci si avvicina alla musica degli Amelìe: il grande equilibrio formale che sottintende. Una scrittura appassionante, matura e semplice al tempo stesso, risultato di un'attività artigianale in cui viene riposta ogni cura e non di uno sfizio brufoloso da levarsi al più presto.
Ce ne eravamo già accorti ai tempi del precedente "THE TRABANT EP", lo ribadiamo ora che nel piatto del lettore gira - con una certa soddisfazione - "BE LOW": cinque tracce che non ne vogliono sapere di puntare al ribasso, trasformandosi invece nel ennesimo omaggio a quell'idea di pop "elegante" da sempre una costante della formazione. Un sunto efficace di arrangiamenti puntigliosi ma non debordanti, ganci melodici piacevoli e poco consueti, a cui si affiancano pacatezza nei toni e solida perizia strumentale. Qualità che emergono dalle voci e dal pianoforte di Do It Over come dalle chitarre tremolanti di Slow, dalle atmosfere vagamente à la Jeff Buckley di Shake You come dalle accelerazioni al guinzaglio di Get High, in un alternarsi di quadretti melodici articolati capace di catturare l'attenzione di Paolo Benvegnù.
 
BE LOW Novamizique.net
Le date estive in lungo e in largo, spesso come band d'apertura alla tourneè dei Baustelle, sono state un'ottima palestra per gli Amelie. Il quintetto emiliano torna, dopo l'Ep del 2006 recensito su queste pagine dal sottoscritto, con un nuovo lavoro. Guidati in studio da Andrea Franchi (batterista di Paolo Benvegnù, che ha anche presenziato in studio) licenziano il loro secondo Ep "BE LOW". Ed è pop, riflessivo, dolceamaro, arguto. In cinque mosse formato canzone gli Amelie riescono a combinare e sintetizzare profondità intimista, gli stilemi chitarristici di un certo post rock senza le sue prolissità (i brani durano al massimo 3 minuti e mezzo!) e quell'astrazione dal tempo di cui è capace solo il raffinato pop elettro-acustico che non conosce mode. Tutto ciò rende questo Ep un prodotto del mondo di oggi. Nessun brano in particolare ma tutti da segnalare per dire che si tratta di un belsentire.
Solo una domanda, come sarebbero questi 5 affreschi cantati in italiano? Perchè non provare?
 
Musicboom - Autore: Thomas Paulo Odry
...un paio di schioppettate in poco più di un anno di vita, che lasciano intuire che ci potranno essere ulteriori novità a breve termine. Canzoni, quindi, quelle degli Amélie, pop, rotonde, piene, ma dalle tinte crepuscolari. Ben fatte e ben suonate. Un prodotto perfetto per quelli che sono gli scopi. E comunque, tra questi cinque brani, ce ne sono un paio notevoli, come la traccia di apertura Do it over e quella di chiusura Soon a shine will come. Buona anche Slow..., è iniziato il conto alla rovescia e si accettano scommesse: io scommetto che il primo album ufficiale degli Amélie uscirà entro la fine dell'anno o al massimo agli inizi del 2008. Resta solo da scoprire con quale etichetta.(TPO)
 
Rockambula.it - Autore: Floriano Liguoro
Un indie cantato in inglese dale sonorità molto curate. "Be Low" è un ep di cinque brani dai colori tenui e pieni di ottime intuizioni dal punto di vista degli arrangiamenti. Il sound è di matrice anglosassone che rimanda ai migliori brani degli Swerwedriver senza sfociare nella mera copia. Il disco della band modenese gode della produzione di Andrea Franchi (batterista e cooproduttore di Paolo Benvegnù) e dell'esperienza di Andrea Rovacchi (tastierista dei Julie's Haircut e fonico per Marlene Kuntz). La peculiare caratteristica del disco è la totale assenza di un brano che non funzioni. Dall'iniziale "Do it over" alla conclusiva "Soon a shine will come" è un susseguirsi di brani su cui è stato fatto un ottimo lavoro in fase di composizione. Insomma, gli Amélie superano la prova e si dimostrano pronti per firmare un bel contratto, non necessariamente con un'etichetta indipendente .
voto: 4,5/5
 
Sonicbands.it - Autore: Fabio Igor Tosi
Due autoproduzioni nel giro di un anno sono cosa rara, e quando lo scarto qualitativo è di queste dimensioni la cosa è davvero stupefacente. Ho sentito il precedente demo degli Amélie, quel "Trabant EP" che in redazione è piaciuto sopratutto per il cuore della proposta. "Be Low" sembra spostare leggermente le coordinate della band, il pop si fa più elegante e raffinato, con qualche spunto chitarristico vicino al post americano...La stessa registrazione ha dietro nomi importanti, Andrea Rovacchi, Andrea Franchi e con la preziosa collaborazione di Paolo Benvegnù. Buon gusto e capacità compositive più che discrete, sfornano altre cinque buone canzoni dalla sensibilità inglese, pulite ed affascinanti nelle atmosfere crepuscolari. Molto belle "Do It Over" e "Slow", i primi brani in tracklist. Una band maturata in fretta, di cui sono certo sentiremo parlare a breve termine e che spero saprà giocarsi al meglio il proprio potenziale.
 
Spilambertoonline.com - Amelie Be Low - Autore: Land
Privilegio quanto mai gradito, quello di ascoltare in anteprima il nuovo lavoro degli Amelie sul quale ha messo testa e mani Andrea Franchi conosciuto anche come batterista di Paolo Benvegnù (il quale ha amichevolmente presenziato ad una giornata di studio). Io non so cosa altro si voglia aggiungere a questo lavoro che si apre con una versione di "Do it over" degna di una band d'oltremanica nello splendore della propria forma...Passando alle cose serie, la band di Valerio e soci fa un salto di qualità, intuibile dagli ascolti del primo EP e dai loro live set estivi, grazie ad una produzione attenta e preziosa che ha messo mano ad una manciata di già buone canzoni. Le modifiche apportate, le cifre introdotte in fase di produzione, il ricco scambio di idee delle giornate di studio ci consegnano un prodotto maturo e cristallino nella sua capacità di intrecciare melodia, istinto pop e soluzioni ritmiche che non mettono in evidenza le individualità ma sviluppano un'idea di insieme che scorre senza indugi. Convincente fin dalla foto di copertina.
 
ROCKIT.IT Autore: Federico Sinossi
3/5 di pop acustico, 1/5 di malinconia, 1/5 di ingenuo romanticismo. è questo il cocktail offertoci dagli Amèlie. Cocktail trasfuso in cinque appassionanti canzoni che inebriano con bollicine ritmiche ed ingredienti genuini e penetranti.
...We call it work" con il suo frizzante sound mirabilmente striato dagli splendidi spunti etnici di atmosfere arabeggianti. Un disco piacevole, quindi, per una band che sorprende davvero nel suo essere riuscita, dopo soltanto sei mesi di vita, a realizzare un cimento così riuscito
. (15-06-2006)
 
SENTIREASCOLTARE.COM Autore:Fabrizio Zampighi
C'è da dire che ci si trova comodi comodi nel salotto piccolo ma accogliente arredato dalla band, tra atmosfere pacate tutte tremolo e luci soffuse - All That You See -, pianoforti col magone - Stonewall -, sei corde vibranti e strutture melodiche solide come una quercia - Shake Your Down -, slanci pop all'inglese - She's Been - irresistibili. Il tutto grazie a una naturalezza che stupisce e senza affannose rincorse alla disperata ricerca di originalità a tutti i costi: un pugno di brani ben scritti da una band con appena sei mesi di vita che lascia presagire ad interessanti sviluppi futuri. (7.0/10)
 
MUSICCLUB Autore: Mr. Phox
...Un bell'esempio di POP crepuscolare dalle tinte grigie, con degli ottimi arrangiamenti di natura orchestrale. Melodie abbastanza "British" ma sufficientemente originali per stare in piedi da sole. Purtroppo sono soltanto 5 le canzoni contenute in questo CD demo, peccato...
 
ROCKLAB.IT Autore: Daniele Guasco
Gli Amelie propongono un buon indie-pop melodico con parecchi echi della musica del passato che, però vanno ad unirsi in una gradevole miscela dando vita a questo 'Trabant ep' molto armonioso e gradevole. ...alla finale "Stonewall" che risulta brano migliore del cd grazie ad una perfetta base e un uso ottimo della voce...
 
NOVAMUZIQUE.NET Autore: giò
Un variopinto quadretto, un tributo alle facce disincantate degli anni sessanta posto in copertina fa ritrovare fede nelle possibilita' di vederci dentro un' onesta musica pop. Ed è proprio così ...gli Amèlie arrivano dall'Emilia Romagna con un EP di 5 brani cantato in inglese, canzoni basate su melodie semplici e deliziose revisioni postmoderne del pop e di ballate folk acustiche. Una tavolozza che riassume tre decenni di stilemi e visioni.
 
INIDIEPOP.IT Autore : Alessandro
Notevole la raffinatezza melodica della delicata ballata acustico-psichedelica "Shake you down" degli emiliani Amélie, che per pochi minuti mi trasportano ad anni in cui la musica era tanto più che un trastullo di parole per me.
 
SONICBANDS.IT Autore: U.Musti
C'è un'ottima capacità nello scrivere canzoni, cinque brani belli compatti e scritti con personalità, dove spiccano "We Call It Work" (assolutamente l'episodio che preferisco) e "Stonewall". Amélie predilige chitarre pulite e melodie semplici pronte a tessere atmosfere delicate e suggestive. Probabilmente qualche rischio in più potrebbe esser corso, ma per il momento va bene così. Godiamoci quindi il bello stile di questa prima autoproduzione che mostra gusto e capacità compositiva.
 
ROCKAMBULA.IT Autore:Federico Cifani
riesce a coinvolgere l'ascoltatore grazie a melodie calde e raffinate che fanno pensare ad un viaggio magari sulla mitica Trabant, l'auto sovietica a miscela. ..."she's been". Brano degno di nota molto struggente, che lascia senza fiato... ...se ci fosse un premio per le copertine io l'assegnerei a questo valido gruppo. (4/5)
 
IL RESTO DEL CARLINO 12/09/06 Autore B. Cucci
Un gruppo si è già portato a casa ben 2 premi: lo speciale "Band più Radiofonica" e il "Barracuda Crew", dal nome dell'etichetta discografica che figura tra gli organizzatori del trofeo. Si tratta degli Amélie, premiati per "l'originalità e la sapienza nel manovrare gli strumenti, siano essi vocali o tecnici"
 
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